Kudo, Moretti, Mori, Rufoism e Console
Asincrono

a cura di Adelaide Santambrogio e Ilaria Despina Bozzi
periodo espositivo 22 febbraio • 17 marzo 2017

Montrasio Arte / Harlem room è lieta di annunciare ASINCRONO a cura di Adelaide Santambrogio e Ilaria Despina Bozzi (inaugurazione martedì 21 febbraio 2017 • via Carlo Alberto 40 Monza).

In mostra i lavori di cinque giovani artisti Fumitaka Kudo, Gianni Moretti, Andrea Mori, Rufoism e Nicola Console sono messi in relazione con le opere di grandi Maestri: Antony Gormley, Fausto Melotti, Richard Long, Graham Sutherland e Bepi Romagnoni. L’esposizione rientra nella consolidata modalità procedurale cara a Montrasio Arte del confronto acronico tra artisti.

Fumitaka Kudo è uno sculture giapponese che vive e lavora in Italia.  Attraverso le sue sculture in marmo, legno e metalli pone direttamente in dialogo i campi del design, dell’architettura e dell’arte contemporanea, presentando una radicale semplificazione della forma, portata al suo massimo livello di astrazione. In mostra verrà presentata la scultura Orizzonte 2015 in marmo bianco di Carrara e marmo nero del Belgio. Una semplificazione si riscontra anche nelle molteplici strutture cubiche che vanno a comporre e a delineare Small Splice IV 2013 di Antony Gormley (Londra 1950), in un complesso di rimandi e riflessioni sul corpo umano, strumento di misurazione dello spazio.

Gianni Moretti attraverso la sua ricerca artistica, indaga organismi al limite del collasso, sempre in tensione verso uno stato di equilibrio. In mostra L’albero di miele 2014, eleganti ceramiche dorate cui sono accostate opere in ceramica dalle delicate sfumature plasmate nella metà degli anni Cinquanta da Fausto Melotti (Rovereto 1901 – Milano 1986).

Andrea Mori ha fatto proprie le ricerche dei maestri della Land Art e del movimento dei walking artists, raccogliendone l’eredità spirituale, per tornare ad osservare la lenta evoluzione della natura, dai cambiamenti territoriali fino a quelli linguistico-culturali e farsi portavoce di storie ormai dimenticate. In mostra Atlante dell’arcipelago bolognese. Ovvero guida di Bologna per Bighelloni 2016 recente lavoro realizzato in occasione dell’esposizione BOLOGNA ft. HARLEM. L’artista ha percorso le strade di Bologna, riportando a galla gli arcipelaghi presenti in città: i parchi e i giardini dentro e appena fuori le mura emergono attraverso fotografie, mappe e reperti di elementi naturali e campioni botanici come fossero micro isole all’interno in una nuova visionaria geografia urbana.  Continue relazioni di sensibilità si instaurano tra l’opera di Andrea Mori e Small Carrara Circle 1985 di Richard Long (Bristol 1945) presentata in mostra, esponente assoluto della Land Art inglese.

Rufoism (Marco Perroni), artista e musicista anticonformista per sua stessa definizione: “Tengo in piedi boccette di colore liquido e tubetti di colore denso sdraiati. Di contorno mangio pennelli” riporta il proprio immaginario visivo – tra il figurativo e l’astratto, tra l’onirico e il surreale – a una dimensione di chiara bellezza estetica e formale. Dell’artista esponiamo alcuni lavori di Digital Drawings, una serie di disegni creati digitalmente tramite tavoletta grafica, su cui l’artista è intervenuto manualmente in un secondo momento, con pennellate di acquerello. I disegni di Rufoism sono messi in relazione con le tele visionarie e dalla forti cromie di Graham Sutherland (Londra 1903 – Mentone 1980), artista inglese riconosciuto da Rufoism stesso come fonte d’ispirazione.

Nicola Console è nato a Palermo nel ‘69, vive a Milano ed insegna al Liceo Artistico di Monza. Il suo lavoro è incentrato sul disegno, le sue variabili e consiste di un continuo trasferire da un contesto all’altro di esperimenti praticati in studio, a scuola, nella scenografia teatrale e cinematografica. In mostra Bradipi 2008, una scultura in legno e grafite in cui quest’ultima e la cera per il fissaggio sono stratificate e carteggiate lungamente come se appartenessero alla materia scolpita. Il racconto e il suo evolversi nel tempo e spazio è parte fondamentale nel lavoro di Nicola Console. Sono racconti calati nel presente, nel quotidiano più crudo quelli dipinti da Bepi Romagnoni (Milano 1930 – Capo Carbonara 1964) sulle tele nelle quali pittura, collage di giornali e fotografie si fondono in una dimensione informale, mai privi di preziosissimi brani figurativi.