GIANFRANCO FERRONI (1927-2001)

Gianfranco Ferroni (Livorno 1927) vive a Tradate gli anni di guerra e si trasferisce quindi a Milano dove nell’ambiente di Brera conosce Guerreschi, Romagnoni, Ceretti e Vaglieri con i quali condivide, verso la metà degli anni ’50, le nuove istanze derivate dalla cultura dell’esistenzialismo. La prima partecipazione è al premio Saint Vincent del 1949. Nel 1950 espone alla XXV Biennale di Venezia.La prima personale data al 1955 presso la Galleria Schettini di Milano. La scelta maturata nella sua poetica, di rappresentare oggettivamente l’uomo e gli oggetti che lo circondano, con la conoscenza dell’opera di Bacon e l’attenzione all’école du regard gli aprono la strada di una pittura di racconto che alla metà degli anni sessanta sfocia in una sorta di cronaca delle violenze del quotidiano, con tangenze Pop (l’artista sarà inserito nella rassegna Il Pop art e L’Italia al castello Visconteo di Pavia nel 1991). Con gli anni settanta essa diventa diventa un’impietosa analisi dell’icona: la lancinante evidenza ivi raggiunta dal pittore suggerisce il clima dell’iperrealismo. Per quanto concerne l’attività incisoria, essa principia nel 1957. Del 1963 è il premio Biella ex aequo e nel 1973 un riconoscimento particolare al premio del Fiorino a Firenze. Essa prosegue ininterrotta negli anni fino ad oggi, con lastre di graffiante verità e nitida misura, così come la pittura annota ogni ferita impressa all’uomo, ogni minima défaillance dell’interno che lo ospita e nasconde e, allo stesso modo, anche la fedeltà inesausta di ciò che silenziosamente lo accompagna. Ferroni espone alle mostre Francia-Italia a Torino e agli Incontri della gioventù a Mosca nel 1957. Si ripresenta alla Biennale di Venezia nel 1958, 1964, 1968, 1982. Nel 1959, 1965 e 1972 espone alla Quadriennale di Roma; nel 1964 alla Biennale di Tokyo; nel 1965 a Mitologie del nostro tempo ad Arezzo, Alternative attuali 2 all’Aquila, Il presente contestato a Bologna. Nel 1966 al Salon de la Jeune Peinture di Parigi; nel 1969 alla Biennale del Mediterraneo di Alessandria d’Egitto. Vastissimo il suo curriculum presso gallerie private: nel 1956 espone alla Galleria Bergamini a Milano (vi tornerà nel 1957, 1959, 1960); a Roma al Fante di Spade nel 1963, 1966, 1974, 1976 e successivamente nella sede milanese; a Torino alla Galatea e alla Documenta, alla Mutina di Modena, alla Galerie du Dragon a Parigi, .partecipa alla mostra itinerante Pittura italiana 1950-1970 del 1975-1977; espone a Sei pittori a Milano 1955-1960 alla Galleria Eunomia di Milano nel 1970; alle rassegne Pittura in Lombardia 1945-73 alla Villa Reale di Monza, Dal Realismo Esistenziale al Nuovo Racconto a cura di G.Mascherpa alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza nel 1979 e alla Galleria San Fedele di Milano nel 1981; a quelle proposte dalla Galleria Montrasio Arte di Monza nel 1981, 1984, 1985, 1996; a Realismo Esistenziale, momenti di una vicenda dell’ arte italiana 1955-1965 al Palazzo della Permanente di Milano nel 1991. La bibliografia di Ferroni annovera tutti i maggiori nomi della critica italiana e segnatamente i nomi di Kaisserlian, agli esordi, diTestori, Valsecchi, Carluccio, Martini, Russoli,Crispolti, Volponi, Mascherpa, Solmi, Morosini, Da ricordare le importanti mostre antologiche dedicategli a Trento, Palazzo delle Albere nel 1985, con testi in catalogo di Mascherpa, Tassi, Zeri; a Conegliano Veneto, Palazzo Sarcinelli, 1990, con saggi di M.Goldin e G.Giuffrè; a Bologna in Galleria d’ Arte Moderna nel 1994, a cura di M.Fagiolo dall’Arco; a Milano in Palazzo Reale con presentazione di F.Caroli nel 1997. Ferroni è insignito del premio Presidente della Repubblica dell’Accademia di San Luca nel 1993.