CHRISTO JAVACHEFF (1935)

Christo Javacheff nasce a Gabrovo in Bulgaria il 13 giugno del 1935 da una famiglia di origini imprenditoriali. Dal 1953 fino al 1956 completa gli studi all’Accademia di Belle Arti di Sofia. Nel 1956 soggiorna a Praga per sei mesi e l’anno successivo completa un semestre di studio all’Accademia di Belle Arti di Vienna. Nel 1958 si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con una realtà artistica particolarmente significativa e dove incontra Jeanne-Claude Denat de Guillebon che diverrà sua moglie nello stesso anno. Nel 1958 forma il gruppo dei nuovi realisti. Di questo periodo sono le sue prime opere come i “Packages” (pacchetti) ed i “Wrapped Objects” (oggetti impacchettati). Il 1961 segna l’inizio da un lato della collaborazione artistica con sua moglie Jeanne-Claude e dall’altro di due importanti progetti: il “Projet d’un édifice public empaqueté” cioè il primo progetto di impacchettamento di un edificio pubblico e lo “Stacked Oil Barrels” ovvero l’accumulazione di migliaia di barili di petrolio al porto di Colonia. Nel 1964 Christo e Jeanne-Claude si trasferiscono a New York. Due anni dopo realizzano “Air Package” opera che consiste in un pacco d’aria in sospensione e “Wrapped Tree” cioè albero impacchettato allo Stedelijk Van Abbemuseum di Eindhoven in Olanda. Molte sono le opere realizzate negli anni successivi come “Wrapped Roman Wall”, il drappeggio di un tratto delle antiche mura aureliane e di una porta romana “The Pont Neuf Wrapped”, il drappeggio del più antico ed unico doppio ponte sulla Senna a Parigi realizzato con 40.876 metri quadrati di poliammide intrecciato color champagne e 13 km di funi, ma probabilmente la più importante rimane, anche per la tempistica occorsa a realizzarla, circa sette anni dal 1984 al 1991, “The Umbrellas” opera che prevedeva l’installazione di 1340 ombrelloni blu a Ibaraki sulle coste del Giappone e 1760 ombrelloni gialli su quelle della California negli Stati Uniti, ogni ombrellone era alto sei metri e aveva un diametro di 8,7 metri. Nel 1992 Christo azzarda un progetto ancor’oggi in fase di realizzazione “Over the River” ovvero la proposta di copertura, con una successione di pannelli in tessuto sostenuti da cavi d’acciaio, di un tratto di 11 chilometri del fiume Arkansas in Colorado. L’ultima opera in ordine di tempo è datata 2005 ed è “The Gates” installazione, all’interno de Central Park di New York, di un percorso pedonale segnato da 7503 “porte” poste a distanza costante da cui scendono teli colorati sospesi a due metri da terra.