Angelo Savelli (1911 – 1995)

Nato a Pizzo Calabro, Catanzaro,  nel 1911 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1936. Apre il suo studio in Via Margutta 49 dove frequenta artisti quali Guttuso e Severini. Dopo la seconda guerra mondiale entra a far parte della cerchia Futurista, affascinato dalla ricerca di Prampolini,  e prende parte all’Art Club, Associazione Artistica Internazionale Indipendente. Continua la sua formazione a Parigi e nel 1950 partecipa alla XXV Biennale di Venezia. Si stabilisce definitivamente a New York dove continua la sua attività di artista e di docente. La sua prima personale a New York risale al 1955 nella sede della galleria The Contemporaries nell’ambito di una mostra che comprende 12 serigrafie e 12 gouaches. Nel 1957 partecipa ad una collettiva presso la Galleria Leo Castelli. Nel novembre 1959 alla Tweed Gallery del Department of Art della University of Minnesota, a Duluth presenta le prime sperimentazioni del bianco e in quello stesso anno è invitato a partecipare con alcuni rilievi bianchi alla Quadriennale d’Arte di Roma. Dagli anni ‘60 il bianco è eletto unico colore della sua produzione pittorica e  nel 1964 vince il Premio di Grafica alla Biennale di Venezia. Savelli ha sempre continuato ad esporre anche in Italia in spazi prestigiosi, dal Cavallino, a Venezia, al Naviglio, a Milano e in anni più recenti da Lorenzelli di Milano e da Niccoli di Parma. Nel 1984 Luigi Sansone cura presso il PAC di Milano la grande mostra monografica dell’artista, nel 1994 ritorna definitivamente in Italia, iniziando una collaborazione con la Fondazione Prada. Muore nel Castello di Boldeniga di Dello (Brescia) il 27 aprile 1995, all’età di ottantatré anni. Tre mesi dopo la sua scomparsa, il museo Pecci di Prato, ha organizzato una sua grande rassegna. Nello stesso periodo la XLVI Biennale di Venezia gli organizza una sala personale.